Hotspot e thering su Android

tratto da: http://www.tuttoandroid.net/android/tethering-e-hotspot-su-android-come-funzionano-e-come-usarli-su-tutte-le-reti-190138/

Una delle funzionalità più comode ed utili quando si possiede più di un dispositivo è sicuramente la possibilità di poter condividere la connessione ad Internet dal proprio smartphone. È possibile fare questo sia tramite la funzione tethering (via Bluetooth o via USB) sia tramite la funzione hotspot. Nel primo caso abbiamo una condivisione con un singolo dispositivo tramite Bluetooth o USB; nel secondo caso il telefono si trasforma in un hotspot (o punto di accesso) che può far connettere fino a 5 terminali tramite WiFi. Ma come funzionano su Android tethering e hotspot?

In buona sostanza, il dispositivo Android si trasforma in un router NAT che raccoglie le richieste dei client e le inoltra ai vari server utilizzando il proprio indirizzo IP. In questo senso, dunque, il servizio è opaco per l’operatore telefonico perché non ci sono i mezzi tecnici per capire se ad usufruire della connessione sia direttamente lo smartphone (o il tablet) oppure se sia un dispositivo connesso in tethering o con hotspot. Fino ad Android 4.1 il sistema non comunicava alcunché all’operatore ed era possibile utilizzare il tethering sempre e comunque, anche quando il contratto non prevedeva esplicitamente questa possibilità.

A partire da Android 4.1.2, invece, il sistema utilizza un meccanismo che permette all’operatore di sapere che avete attivato l’opzione hotspot/tethering e che, quindi, state usufruendo della connessione anche su altri dispositivi. La maggior parte degli operatori non prevede malus per questo (esempi: TIM, H3G/Tre, Wind), ma alcuni fanno invece pagare per usufruire dell’opzione (Vodafone). Andiamo a vedere come si comporta quindi il dispositivo per informare l’operatore dell’utilizzo della condivisione della connessione.

Come ben spiegato da Daniel Pocock, Android ha due dispositivi di rete, rmnet_usb0 e rmnet_usb1:
shell@android:/ # ip route
0.0.0.0/1 dev tun0 scope link
default via 100.66.150.89 dev rmnet_usb0
83.224.66.138 via 100.87.31.214 dev rmnet_usb1
83.224.70.94 via 100.87.31.214 dev rmnet_usb1
100.66.150.88/30 dev rmnet_usb0 proto kernel scope link src 100.66.150.90
100.66.150.89 dev rmnet_usb0 scope link
100.87.31.212/30 dev rmnet_usb1 proto kernel scope link src 100.87.31.213
100.87.31.214 dev rmnet_usb1 scope link
128.0.0.0/1 dev tun0 scope link
192.168.42.0/24 dev rndis0 proto kernel scope link src 192.168.42.129

Controllando la tabella degli indirizzi del telefono, si scopre che esiste una tabella apposita per il tehering:
shell@android:/ # ip rule show
0: from all lookup local
32765: from 192.168.42.0/24 lookup 60
32766: from all lookup main
32767: from all lookup default

Guardando questa tabella, ci si accorge che tutto il traffico di tethering e hotspot viene reindirizzato verso il dispositivo di rete rmnet_usb1.

shell@android:/ # ip route show table 60
default via 100.87.51.57 dev rmnet_usb1
100.87.51.57 dev rmnet_usb1
192.168.42.0/24 dev rndis0 scope link

È proprio questo l’inghippo che permette agli operatori di sapere che sì, state condividendo la connessione con altri dispositivi.

Per Google questa è una funzionalità, perché rende Android più controllabile dagli operatori e meno indigesto. Di fatto, per gli utenti è un bug. Il vecchio adagio it’s not a bug, it’s a feature ben si applica a questo caso.

Essendo, però, una funzionalità che non tutti vogliono sul proprio smartphone, qualcuno ha trovato il modo per disattivarla.

Disclaimer: i contenuti qui esposti sono a solo scopo informativo e divulgativo. TuttoAndroid declina ogni e qualunque responsabilità per un eventuale utilizzo da parte dell’utenza di questo materiale per aggirare clausole del proprio contratto telefonico che impediscono la condivisione della connessione dal proprio terminale mobile.

Oltre a vari metodi che richiedono l’accesso con root, esiste un modo piuttosto pratico e veloce per modificare il comportamento di Android con il tethering. Richiede che abbiate abilitato il debug USB, configurato ADB sul vostro computer e un cavo USB. Trovate tutte le informazioni sul metodo seguendo il link qui sotto.

Annunci

Vodafone Wallet – Tutte le carte a portata di smartphone


Un po’ a rilento e con alcuni problemi di gioventù è partito il servizio Vodafone Wallet, ovvero il portafoglio virtuale di Vodafone che utilizza la tecnologia NFC per pagare ma non solo. Vodafone Wallet infatti consente di raccogliere non solo le carte di pagamento, ma anche carte loyalty, coupon, biglietti dei trasporti, documenti di identità e tanto altro.

Per il momento però sembra essere utilizzabile solo con Vodafone Smartpass, la carta prepagata lanciata da Vodafone alcuni mesi fa.

Per utilizzare il servizio inoltre è necessario cambiare la propria sim con una specifica al costo di 10€, inoltre avere o comprare uno fra gli smartphone brandizzati disponibili alla seguente lista: Smartphone NFC Vodafone
Tuttavia vengono comunque segnalati al momento diversi problemi anche con i telefoni supportati.

Il servizio a parole sembra interessante, però al momento si vedono tutti i limiti di un servizio giovane.

Vodafone Wallet (portafoglio virtuale) presto anche in Italia.

In attesa che le funzionalità NFC di Google Wallet arrivino anche in Italia un altro attore si sta dando da fare nel mercato Europeo.
Vodafone, dopo il lancio in Spagna di Vodafone Wallet, presto renderà disponibile anche nel nostro paese le funzionalità di borsellino elettronico NFC.

Ma come funzionerà?
Tramite uno smartphone con modulo NFC, l’applicazione Vodafone Wallet e i dati della propria carta di credito sarà possibile pagare ai pos abilitati NFC tramite il solo smartphone.

Vodafone ne spiega il funzionamento nel suo sito: http://www.vodafone.it/portal/Privati/Tariffe-e-Smartphone/Servizi-e-Applicazioni/vodafone-wallet-nfc

Google Currents: lettore news ora disponibile per l’Italia

Disponibile da poco anche per l’Italia, Google Currents per Android (ma è disponibile anche la versione per iOS su AppStore) è un recente lettore di news marchiato Google.
Per l’Italia sono giá disponibili diverse testate della carta stampata (La stampa, Il resto del carlino, La nazione, ecc.) e altre testate online.
Inoltre va segnalata la possibilità di collegare le sottoscrizioni presenti su Google Reader diventando di fatto un lettore di news RSS.

L’interfaccia si presta molto alla lettura di articoli di giornale in quanto ricalca abbastanza lo stile di impaginazione di giornali e riviste.
Ricorda un po’ l’interfaccia di Feedly (un lettore di feed rss anch’esso collegabile a Google Reader) tuttavia l’organizzazione è leggermente differente: le notizie sono organizzate per sottoscrizione e non sembra esserci la possibilità di sfogliare tutte quelle di una categoria (come accade con feedly).

Da notare la possibilità di ottenere la traduzione delle testate straniere sfruttando il servizio translate di Google.

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.google.android.apps.currents

Vinci un HTC EVO 3D con Androidiani.com – Androidiani

Gli occhiali di Google esistono davvero. Un video mostra come funzionano!

Molto affascinante il progetto dei Google Glass. Danno l’idea di qualcosa di lontano e futuristico ma sembra che il progetto sia in una fase molto più avanzata di quello che si potrebbe pensare. Non resta che aspettarli e nel frattempo goderci il video.

Gli occhiali di Google esistono davvero. Un video mostra come funzionano!.

Galileo, positivo il primo test

Mi chiedevo che fine avesse fatto il progetto europeo di geolocalizzazione: Galileo. Ecco apparire i risultati positivi dei primi test.

PI: Galileo, positivo il primo test.